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Diario di una Newbie pt.1 - MC non sta per McDonald's

Tempo di lettura: 2' c.a.

Diario di una Newbie, ovvero l'Hip Hop raccontato da una ragazza che ha ben poco a che fare con questo mondo.

Racconti per sdrammatizzare, divertire, per far riflettere e perchè no? Anche per insegnare qualche termine in slang a chi, come me, si è trovato catapultato in una nuova cultura! Perché imparare è un attimo, e fare figuracce pure!

Parte 1. “MC” non è il prefisso di McDonald's

Avevo 15 anni quando mi si presentò davanti per la prima volta il mondo Hip Hop.

Ero cresciuta a suon di Led Zeppelin e Nirvana e mi circondavo di amici che erano cresciuti allo stesso modo. Tranne uno: lui decise di abbandonare la chitarra elettrica e di dedicarsi al microfono e ai beats, le sue maglie non raffiguravano più i miti del rock e i suoi pantaloni erano sempre più larghi. Non lo decise così a caso, aveva un suo mentore, un certo Hylde con cui parlava via web e si scambiavano informazioni, pezzi e consigli per migliorarsi. Fu Hylde che lo convinse a trasformarsi. Erano i tempi di Messenger.

La trasformazione fu repentina, cambiò il suo abbigliamento, il suo modo di fare, gesticolava frettolosamente e faceva costantemente il gesto delle corna, e ci parlava facendo quel gesto.

Cambiò anche nome.

Lo ricordo bene quel giorno, eravamo a casa sua e io gironzolavo su internet (erano anche i tempi di Netlog), si presentò da me con fare sicuro e disse:

"Gaietta! Ho il mio nome da rapper. MEC Tony!" (il nome è di fantasia)
"perchè 'mec'??"
"Perché è il nome dei rappers, cioè, hai capito no? Quando tu fai un freestyle, sei un MEC!!" e intanto continuava ad agitare le mani che facevano le corna.
"Bah. Pari un cheeseburger"
"Naaaa! Non puoi capire!!"

Ebbene, il mio nuovo amico quasi rapper, era un MEC!

Era felice però, si sentiva nuovo, migliore, realizzato. Realizzato ma poco cosciente del fatto che, se voleva davvero diventare un rapper, doveva forse conoscere qualcosa in più e smetterla di dare ascolto al suo nuovo amico virtuale, che dava sì consigli giusti, ma non insegnava le pronunce.

Il suo entusiasmo colpì anche me e per due settimane andammo a dire in giro "No perché, cioè, questa è la sua nuova musica, e lui è troppo forte, cioè hai capito? Lui è MEC Tony!"

Finché non trovammo uno che ne sapeva, e ne sapeva sul serio. Eravamo in un noto pub di Varese, tutti entusiasti a festeggiare la rinascita dell'amico nel suo nuovo stile, e questo ragazzo si avvicinò e fece la fatidica domanda: "Perchè MEC?"

La risposta fu la stessa che diede a me tempo prima, impreziosita però da numerosi "Ma come, frate! Mi stupisce! Uno come te che non sa il perché?? Ma che rapper sei??"

La figuraccia fu colossale, specie quando gli spiegò che andavano pronunciate le singole lettere in inglese e non "mec". Inoltre gli diede un breve ripasso su cosa fosse un Mc, sul fatto che per essere un vero Mc, avrebbe dovuto saper fare freestyle in qualsiasi occasione, con o senza base, con un beat musicale, o con un amico che fa beatboxing, e intrattenere il pubblico; doveva essere insomma un "maestro di cerimonia".

E non basta fare freestyle una volta al parcheggio con quattro amici, bisognava farsi le ossa sui palchi.

Sono passati circa 6 anni e non so Tony che fine abbia fatto, non so se alla fine sia diventato un rapper o un endorser di McDonald's, non so se Hylde gli abbia dato ancora dei consigli, non so se si è interessato ancora a questo mondo. Ma adesso sono io ad esserci dentro, ironia della sorte.

Io, che ero così contraria al suo cambiamento.

Però non sono un MC e nemmeno un McChicken, molto probabilmente nemmeno ne so così tanto di HH.

Sono una Newbie e vi racconto cosa può nascondersi dietro tutto questo mondo.