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What's hot

Diario di una Newbie pt.2 - Non è come sembra

Tempo di lettura: 2' c.a.

Il mio primo impatto con l’Hip Hop è stato veramente allarmante.

Pensate ad una ragazzina di 15/16 anni che fino a quel momento della sua vita ha vissuto nella bambagia, la tipica ragazzina che ad ogni suo compleanno porta una coroncina impreziosita da strass e riceve fior di regali.

Ok, ora che avete visualizzato il tutto, pensate a questa ragazzina che si ritrova con un ragazzo dai pantaloni larghissimi e maglie XXXL, il quale ascolta canzoni che recitano cose tipo “se ti vuoi divertire, se hai voglia di ballare, dammi le mutandine e pensa solo a saltellare” (Voglia di Ballare - Goldenbass & Vacca). 

Anzi no, pensate prima ai genitori di quella ragazzina.

Ora che avete ben impresso nella mente la coppia formata da questa ragazzina e uno che pare appena uscito da 8mile, inizierete a ridere pensando “come può lei star con lui?” o “come può lui star con lei, no fratello, hai sbagliato in pieno!

È iniziato tutto così, con un “sei carino”, “no, sei più carina tu” . E grazie a lui entri in questo mondo.

Il problema è cosa vedi all’inizio, dall’esterno.

Musica maschilista (credo che il pezzo sopracitato sia l’esempio perfetto).

Tavole da skate con annesse ginocchia fracassate.

Muri imbrattati da pitture (-guarda tesoro, ho scritto per te sul muro ‘amore sempre insieme’ - e io che leggevo 'ancre spre turete').

DJs che “oggi scratcho” e graffiavano il disco del papi.

Tirapugni, ché a 15 anni si litiga per cose tipo “mi hai guardato male, domani alle 14.00 ti ammazzo, porta chi vuoi! Non prima però, che devo far merenda”. E succedeva davvero!

Al di là di tutto questo però, c’era una cosa positiva che spiccava: l’attitudine.

Non nelle risse, ovviamente, ma l’attitudine e la passione che mettevano questi ragazzi in ogni cosa che facevano.

C’era il rapper, che ogni giorno si studiava i suoi artisti preferiti, che componeva e ricomponeva sempre lo stesso pezzo, che ascoltava la stessa canzone per ore e ore per comprendere al meglio lo stile dell’artista;

C’erano i brakers, che ballavano continuamente, si ritrovavano dietro alcuni negozi a Varese e provavano e riprovavano finché quel passo non gli riusciva, finché non riuscivano a girare sulla testa, finché non si sentivano migliorati.

C’erano i graffitari che dipingevano sui muri, alcuni facevano veramente dei capolavori e compravano una marea di bombolette spendendo i loro soldi in questa passione, perché ci credevano e vedevano un futuro in quello che facevano.

Non tutti i DJs graffiavano i vinili, alcuni ti facevano immergere in atmosfere mai vissute.

Ecco, io questa cosa non l’ho capita subito, l’ho capita dopo 2 anni, anni in cui mi sono allontanata perché spaventata, perché mi sentivo un pesce fuor d’acqua, perché non mi ci vedevo, non era il mio mondo.

Queste esperienze mi hanno insegnato a non fermarsi all’apparenza ma a guardare le cose in profondità.

Mi hanno insegnato ad ascoltare le parole di ogni pezzo cantato perché dietro ogni pezzo c’è una verità; a leggere i movimenti sinuosi dei breakers perché stanno comunicando con noi il loro essere; ad osservare e a comprendere ciò che dipingono i writers, a viaggiare insieme ai DJs e a ballare sulle loro note, perché per loro non c’è miglior soddisfazione.

Il mondo HH è uno dei mondi in cui c’è più passione, più impegno, in cui ogni persona ci mette tutta la sua volontà nel riuscire in quello che è il suo sogno, attraverso la sua attitudine; ma bisogna impegnarsi per capirne la bellezza, perché se dai tutto per scontato, dalla vita non riceverai niente, e dall’Hip Hop nemmeno.

Qual è la mia attitudine? Raccontare i miei sbagli per non farvi commettere i miei stessi errori.